Archive for October, 2009

Anche l’essere più orribile del mondo ha diritto di pulirsi il culo.

12/10/2009

è finita!

I gabinetti delle donne, come sempre, erano quelli conciati peggio. Molte donne, evidentemente, lasciavano gli assorbenti usati sul pavimento degli scompartimenti, e la vista di quegli aggeggi, anche se familiare, mi infastidica, specialmente quando avevo bevuto un po’ e avevo lo stomaco debole. I gabinetti degli uomini erano più puliti, ma d’altra parte gli uomini non avevano bisogno di assorbenti. Almeno potevo lavorare da solo. Non ero molto bravo a pulire i pavimenti. Spesso una cicca o un ciuffetto di capelli restavano in un angolo, bene in vista. Ce li lasciavo. Però ero molto preciso con la carta da culo e i coprisedili: quelli li capivo. Non c’è niente di peggio che farsi una bella cacata e poi stendere la mano e trovare il contenitore della carta igienica vuoto. Anche l’essere più orribile del mondo ha diritto di pulirsi il culo. Mi è capitato di tendere la mano e non trovare la carta igienica, poi di provare con i coprisedile di carta e scoprire che erano finiti anche quelli. Ti alzi, guardi e vedi che anche quello che hai usato tu è caduto dentro. Quella che trovo più soddisfacente è pulirsi il culo con le mutande, buttar dentro anche quelle, tirare lo sciacquone e ingorgare la tazza.

Charles Bukowski – Factotum

Il Cuscinetto a sfere extra.

12/10/2009

Mi assunsero come cuscinetto a sfere extra, così dissero. Il cuscinetto a sfere extra è uno che sta lì a disposizione senza mansioni specifiche. Si suppone che sappia che cosa fare per via di un antico istinto annidato nel profondo pozzo della sua anima. Si suppone che uno sappia per istinto come far filare tutto liscio nel migliore dei modi, come servire la ditta o la Mamma, e prevenire tutti i suoi piccoli desideri, di solito irrazionali, continui e meschini.

Charles Bukowski – Factotum

Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena.

12/10/2009

bus crashed

L’autobus correva lungo una striscia di cemento molto stretta a pelo dell’acqua senza parapetto, niente; tutto lì. L’autista si appoggiava allo schienale e passava rombando su quella stretta striscia di cemento circondata dall’acqua e tutti i passeggeri dell’autobus, venticinque o quaranta o cinquantadue persone si fidavano di lui, ma io no. Ogni tanto c’era un nuovo autista e io pensavo, come li scelgono, questi figli di puttana? L’acqua è profonda su tutt’e due i lati e basta un piccolo errore per andare tutti al creatore. Era ridicolo. Mettiamo che quella mattina avesse litigato con la moglie. O che avesse il cancro. O che vedesse la Madonna. O che avesse i denti cariati. Qualunque cosa. Bastava un niente. Avrebbe potuto impazzire. Buttarci tutti di sotto. Sapevo che se ci fossi stato io, al suo posto, avrei preso in considerazione la possibilità di trascinare tutti in acqua. Mi sarebbe piaciuto. e qualche volta, dopo considerazioni del genere, la possibilità diventa realtà. Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena. La vecchia storia del bene e del male. Ma nessuno di quegli autisti ci buttò mai di sotto. Pensavano soltanto alle rate della macchina, alla partita di baseball, al taglio dei capelli, alle ferie, ai clisteri, alle domeniche in famiglia. In quel branco di merdosi non c’era nemmeno un vero uomo. Arrivavo sempre al lavoro con la nausea ma sano e salvo. Il che dimostra che Schumann era più relativo di Shostakovich…

Charles Bukowski – Factotum

A sangue freddo.

05/10/2009

cemetery girl

La tomba della famiglia Clutter, quattro fosse riunite sotto un’unica lapide, si trovano all’estremità del cimitero, oltre gli alberi, esposte al sole, quasi sul bordo lucente di un campo di grano. Mentre vi si avvicinava, Dewey vide che c’era già un altro visitatore: una ragzza esile con dei guanti bianchi, una liscia cascata di capelli color miele scuro e lunghe gambe eleganti. Gli sorrise e lui si chiese chi fosse.

Truman Capote – A sangue freddo