Archive for June, 2009

al cinema nel 1916

21/06/2009

Il buio calò di nuovo e ah esternò la piccionaia, che poi nuovamente delusa da un documentario sull’equitazione formulò in oh la sua costernazione. Ciononostante, incuranti dell’effetto che producevano, dei cavalli neri danzavano sullo schermo.

Un rude inverno – R. Queneau

che poi è quello che penso anch’io della corsa

18/06/2009

Ogni mattina me ne andavo a correre per la North Fork Road, in direzione del confine, scansando i camion carichi di tronchi. Non ci arrivai mai, che discorsi, ma il ritorno a passo d’uomo era sempre piacevole. Fin quando non mi fermavo al torrente per tuffarmi, rischiando un coccolone, nel basso laghetto appena sotto la chiavica. Al mio arrivo, poi, Trahearne chiudeva il quaderno, metteva sul fuoco un nuovo pentolino di caffè alla maniera dei cowboy e preparava la colazione su un fornelletto da campo. Io mi sedevo sui gradini con una tazza di caffè, a fumarmi la prima sigaretta della giornata, tossendo e sputazzando catarro e roba simile a brandelli di tessuto polmonare.
– Che corri a fare? – mi chiese una di quelle mattine il vecchiardo, mentre accomodava nella padella un soffice strato di uova strapazzate.
– Mi fa star bene, – dissi mezzo soffocato, poi tossi e sputai di nuovo.
– Figliolo, mi sa che quello fortunato sono io, – disse ridacchiando.
– Come sarebbe?
– Riesco a sentirmi di merda anche senza fare tutta quella fatica.

James Crumley – L’ultimo vero bacio

nostalgia

11/06/2009

Gli altri esageravano, quasi tutti, ma la nostalgia è fatta così, ingigantisce le cose esagerandone la forza e il colore, facendole diventare quasi aggressive con il loro carico latente di vita, di perdita irreparabile e di destino mai realizzato.

Il giardino della mia amata – Alfredo Bryche Echenique

lunedì

11/06/2009

Non dormirono quasi, la notte della prima domenica del loro amore; e per Carlitos fu davvero orribile lasciare le braccia della donna bella e piena di desiderio che, fin dall’alba, gli aveva fatto notare che ogni istante di quello che avevano vissuto non avrebbe potuto essere più reale, e che proprio per questo adesso navigavano verso una nuova sponda chiamata lunedì, complicata, terribile, dura.

Il giardino della mia amata – Alfredo Bryche Echenique

gioia gloria dolore

01/06/2009

Siboney

Ubriaco non era, no, ci mancherebbe, Carlitos non va mai oltre la coca-cola; eppure c’era nel suo sguardo nero, intenso, smarrito, e nella sua risata rivolta a chissà chi, avete notato?, un mistero profondo, il miscuglio tremebondo di qualcosa di esageratamente gioioso, ma anche esageratamente glorioso, e anche, proprio così, molto doloroso, sì, davvero doloroso, in definitiva.

Alfredo Bryche Echenique – Il Giardino della mia amata