Per questo pagano. Questo è quel che vogliono.

28/01/2010 by cicinapepta

Beauty offers electric light

28/12/2009 by cicinapepta

roger federer roland garros 2009

Beauty offers electric light
Defeat offers endearing plight
Victory offers elating delight.

Chloè Tallot

sssssssssssssssssshhhhhhhhh.

05/11/2009 by cicinapepta

muchacha en la ventana

Muchacha en la ventana – Salvador Dalì

almeno per il momento

03/11/2009 by cicinapepta

autunno

Tutto qui, dice. La storia è finita. Devo riconoscere che non è un granchè.
Invece era molto interessante, dice lei.
Lui si stringe nelle spalle e si porta il bicchierino vicino alla finestra. Si è fatto scuro, ormai, ma continua a nevicare.
Le cose cambiano, dice lui. Non so bene come, ma cambiano senza che tu te ne accorga o lo voglia.
Sì, questo è vero, solo che… Ma non finisce la frase.
Lei lascia cadere l’argomento. Nel riflesso della finestra lui la vede che si studia le unghie. Poi alza la testa di scatto. Con aria allegra gli chiede se la porta a vedere la città, dopo tutto.
Lui dice: Mettiti gli stivali e andiamo.
Però non si muove dalla finestra, perso com’è nei ricordi. Si erano fatti un sacco di risate. Appoggiandosi l’uno all’altra, avevano riso fino alle lacrime, mentre tutto il resto – il freddo e dove lui sarebbe andato nel freddo – restava di fuori, almeno per il momento.

Raymond Carver – Di cosa parliamo quando parliamo d’amore

Anche l’essere più orribile del mondo ha diritto di pulirsi il culo.

12/10/2009 by cicinapepta

è finita!

I gabinetti delle donne, come sempre, erano quelli conciati peggio. Molte donne, evidentemente, lasciavano gli assorbenti usati sul pavimento degli scompartimenti, e la vista di quegli aggeggi, anche se familiare, mi infastidica, specialmente quando avevo bevuto un po’ e avevo lo stomaco debole. I gabinetti degli uomini erano più puliti, ma d’altra parte gli uomini non avevano bisogno di assorbenti. Almeno potevo lavorare da solo. Non ero molto bravo a pulire i pavimenti. Spesso una cicca o un ciuffetto di capelli restavano in un angolo, bene in vista. Ce li lasciavo. Però ero molto preciso con la carta da culo e i coprisedili: quelli li capivo. Non c’è niente di peggio che farsi una bella cacata e poi stendere la mano e trovare il contenitore della carta igienica vuoto. Anche l’essere più orribile del mondo ha diritto di pulirsi il culo. Mi è capitato di tendere la mano e non trovare la carta igienica, poi di provare con i coprisedile di carta e scoprire che erano finiti anche quelli. Ti alzi, guardi e vedi che anche quello che hai usato tu è caduto dentro. Quella che trovo più soddisfacente è pulirsi il culo con le mutande, buttar dentro anche quelle, tirare lo sciacquone e ingorgare la tazza.

Charles Bukowski – Factotum

Il Cuscinetto a sfere extra.

12/10/2009 by cicinapepta

Mi assunsero come cuscinetto a sfere extra, così dissero. Il cuscinetto a sfere extra è uno che sta lì a disposizione senza mansioni specifiche. Si suppone che sappia che cosa fare per via di un antico istinto annidato nel profondo pozzo della sua anima. Si suppone che uno sappia per istinto come far filare tutto liscio nel migliore dei modi, come servire la ditta o la Mamma, e prevenire tutti i suoi piccoli desideri, di solito irrazionali, continui e meschini.

Charles Bukowski – Factotum

Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena.

12/10/2009 by cicinapepta

bus crashed

L’autobus correva lungo una striscia di cemento molto stretta a pelo dell’acqua senza parapetto, niente; tutto lì. L’autista si appoggiava allo schienale e passava rombando su quella stretta striscia di cemento circondata dall’acqua e tutti i passeggeri dell’autobus, venticinque o quaranta o cinquantadue persone si fidavano di lui, ma io no. Ogni tanto c’era un nuovo autista e io pensavo, come li scelgono, questi figli di puttana? L’acqua è profonda su tutt’e due i lati e basta un piccolo errore per andare tutti al creatore. Era ridicolo. Mettiamo che quella mattina avesse litigato con la moglie. O che avesse il cancro. O che vedesse la Madonna. O che avesse i denti cariati. Qualunque cosa. Bastava un niente. Avrebbe potuto impazzire. Buttarci tutti di sotto. Sapevo che se ci fossi stato io, al suo posto, avrei preso in considerazione la possibilità di trascinare tutti in acqua. Mi sarebbe piaciuto. e qualche volta, dopo considerazioni del genere, la possibilità diventa realtà. Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena. La vecchia storia del bene e del male. Ma nessuno di quegli autisti ci buttò mai di sotto. Pensavano soltanto alle rate della macchina, alla partita di baseball, al taglio dei capelli, alle ferie, ai clisteri, alle domeniche in famiglia. In quel branco di merdosi non c’era nemmeno un vero uomo. Arrivavo sempre al lavoro con la nausea ma sano e salvo. Il che dimostra che Schumann era più relativo di Shostakovich…

Charles Bukowski – Factotum

A sangue freddo.

05/10/2009 by cicinapepta

cemetery girl

La tomba della famiglia Clutter, quattro fosse riunite sotto un’unica lapide, si trovano all’estremità del cimitero, oltre gli alberi, esposte al sole, quasi sul bordo lucente di un campo di grano. Mentre vi si avvicinava, Dewey vide che c’era già un altro visitatore: una ragzza esile con dei guanti bianchi, una liscia cascata di capelli color miele scuro e lunghe gambe eleganti. Gli sorrise e lui si chiese chi fosse.

Truman Capote – A sangue freddo

Il calcio e l’intrattenimento come dolore

11/09/2009 by cicinapepta

Arsenal Highbury crowd

I vari tipi di pubblico di cui avevo fatto parte fino a quel momento avevano pagato per divertirsi e, sebbene occasionalmente si potesse scorgere un bambino irrequieto o un adulto che sbadigliava, non avevo mai notato visi contorti dalla rabbia o dalla disperazione o dalla frustrazione. L’intrattenimento come dolore era un’idea che mi giungeva del tutto nuova, e sembrava essere qualcosa che stavo da tempo aspettando.
[...]
Fare il tifo per una grande squadra comporta un’amarezza di fondo, e non puoi far nient’altro che conviverci e accettare che il calcio professionistico debba essere amaro per poter significare qualcosa.

Febbre a 90′ – Nick Hornby

meridiano di sangue

31/08/2009 by cicinapepta

A ovest, per tutta la notte, lampi ramificati scaturiti dal nulla tremarono dietro i cumulinembi di mezzanotte, illuminando a giorno il deserto lontano di una luce bluastra, e contro l’orizzonte balenante le montagne si stagliavano dure e nere e livide, distanti e aliene come terre la cui vera geologia non era la pietra ma la paura. Il tuono si avvicinava da sudovest e i lampi illuminavano il deserto tutt’intorno, azzurro e desolato, grandi distese rumoreggianti che emergevano dal buio assoluto come regni demoniaci chiamati a raccolta o come terre create dalle fate che al sorgere del giorno non avrebbero lasciato dietro di sé né traccia né fumo né rovine, proprio come gli incubi.

Meridiano di Sangue – Cormac McCarthy