Il guaio dell’amicizia è che bisogna frequentarla, se passano giorni vuoti, è finita anche lei, tutto è frequentazione o il desiderio si spegne. Viene il corvo a vedere ogni tanto a che punto…
Ennio Flaiano – Diario degli errori
Il guaio dell’amicizia è che bisogna frequentarla, se passano giorni vuoti, è finita anche lei, tutto è frequentazione o il desiderio si spegne. Viene il corvo a vedere ogni tanto a che punto…
Ennio Flaiano – Diario degli errori
Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno.
L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera l’invidia e tenta puerilmente di guastarla.
Ennio Flaiano – Diario degli errori
“chi sia armonicamente composto trova diletto nell’armonia… e in una profonda contemplazione del Primo Compositore. Vi è in essa qualcosa della Divinità, più di quanto l’orecchio non possa scoprire; è una Lezione Geroglifica e adombrata sul Mondo Intero… un frammento sensibile di quell’armonia che risuona intellettualmente nelle orecchie di Dio… L’anima è armonica ed ha la sua più prossima simpatia con la Musica”.
Sir Thomas Brown
“Il filosofo cerca di udire dentro di sè gli echi della sinfonia del mondo e di riproiettarli in forma di concetti”.
F. Nietzsche
da L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – Oliver Sacks
Guardava l’animale senza paura ma come affascinato. Così il male l’aveva sempre ripreso nel suo cerchio, il grande enigma, una fascinosa tentazione di risoverlo.
[...]
Era come un’umile preghiera di dimenticare, l’unica grazia che possa placare un cuore lacerato da un fuoco feroce.
Friedrich Dürrenmatt – Il giudice e il suo boia
Nel corso degli anni mi era capitato di veder recitare Garabaldi. Non era male. Non era eccezionale, ma non era neanche male. Aveva gli occhi supplichevoli, come uno seduto sulla tazza che si sforza di cacare e non ci riesce.
Charles Bukowski – Niente canzoni d’amore
Sulla via per l’inferno c’è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.
Charles Bukowski – Niente canzoni d’amore
Signor Suttree, in che anno è deceduto il suo prozio Jeffrey?
Era il 1884.
E’ morto di morte naturale?
Nossignore.
Quali sono le circostanze della sua morte?
Stava partecipando a una cerimonia pubblica quando il palco ha ceduto.
Secondo le nostre informazioni è stato impiccato per omicidio.
Sissignore.
Suttree – Cormac McCarthy

Da qualche parte nella foresta livida lungo il fiume è in agguato la cacciatrice, e tra i pennacchi di grano e nella moltitudine turrita delle città. Opera in ogni dove e i suoi cani non si stancano mai. Li ho visti in sogno, sbavanti e feroci cogli occhi pazzi di una fame vorace d’anime di questo mondo. Fuggili.
Suttree – Cormac McCarthy

Guarda la mano che ha allevato il serpente. I sottili condotti cavi delle sue falangi. La pelle chiazzata e piena di cisti. Le vene bulbose di un azzurro latteo. Un sottile anello d’oro incrostato di diamanti. La mano che ha educato il suo cuore di bambina ai tormenti della passione prima che io venissi al mondo. Questo è il supplizio dei mortali. Speranze distrutte, amore naufragato. Guarda il dolore di una madre. Come tutto ciò su cui mi avevano messo in guardia è accaduto.
Suttree – Cormac McCarthy

Ma non stavamo alzati fino a tardi la notte. Andavamo a letto al buio nella grande stanza e quando mi ero spogliato aprivo le finestre e vedevo la notte e le stelle fredde e i pini sotto la finestra e poi andavo a letto più presto che potevo. Era bello nel letto con l’aria così fredda e limpida e la notte fuori dalla finestra. Dormivamo bene, e se mi svegliavo la notte sapevo che era per un unico motivo e scostavo il piumino, piano per non svegliare Catherine e poi tornavo a dormire caldo e con la nuova leggerezza delle coperte sottili.
Ernest Hemingway – Addio alle Armi